Ricordo perfettamente il momento in cui è nata la mia passione per la medicina estetica: erano gli anni ’80 e, dopo un’adolescenza segnata da un’acne devastante, dopo anni idurante i quali tenevo il viso chino, coperto dai capelli e in cui non sorridevo mai – vi lascio immaginare la mia vita sociale e amorosa! – incontrai il mio primo peeling.
Fu amore a prima vista! Grazie a quel prodotto “magico”, io non avevo curato solo le cicatrici: avevo curato le mie insicurezze.
E così, in quel meraviglioso istante ho capito: io e la medicina estetica non ci saremmo mai lasciate, era vero amore.
Non solo: da quel momento avrei aiutato le mie amiche e tutte le donne che potevo a combattere le loro insicurezze, nate magari da un seno piatto, da un naso importante o da evidenti orecchie a sventola. Non per piacere agli altri, ma per trovare quella sicurezza che ti fa guardare il tuo interlocutore dritto negli occhi.
E questo, testa alta e sguardo sicuro, cambia tutto: ti fa essere popolare da giovane, ti permette di passare i colloqui di lavoro, ti aiuta a vivere meglio. “La bellezza è guardare lo specchio e trovare l’immagine che tu hai di te stessa”.

Questo pensiero mi ha accompagnata per molti anni e rispondere alle domande di donne spaventate, accompagnarle nel loro percorso di rinascita è stata la mia missione da sempre, da quando l’incontro con quel peeling mi aveva fatta camminare con i capelli pettinati all’indietro e la testa ben dritta verso il futuro. Poi un giorno, uno qualunque, a 51 anni, la mia vita è stata scombussolata da un cancro al seno. Allora ho impugnato le armi e, come un soldato, sono andata in guerra. Ho combattuto e ho vinto.
Ma come come succede per le guerre, anche dopo un percorso come il mio, le cicatrici che restano sono tante.
Alla fine di tutto mi sono guardata allo specchio e non mi sono più trovata. Chi era quella donna segnata, piena di rughe, di segni di fatica e di dolore?
Mi sono accorta che, proprio come mi accadeva quando ero adolescente, cammino nuovamente a testa bassa e non sorrido più.

Ho bisogno che qualcuno mi prenda per mano e mi accompagni nel mio percorso di rinascita. Il mio Angelo della Bellezza, Maria Tona, lei mi aiuterà, affinché la visione che io ho di me corrisponda all’immagine dello specchio, perché, malgrado io sia un un’esperta del settore, in questo momento ho la grande necessità di essere guidata, coccolata e rassicurata.
Me lo merito, mi merito il mio Angelo.
Se vorrete vi mostrerò la mia rinascita e se lo vorrete sarò qui per voi, per essere il vostro Angelo della Bellezza, l’amica che non vi giudicherà mai, che capirà perchè quel cavolo di sedere piatto che tutti dicono essere una vostra fissazione per voi è un chiodo fisso, che capirà che il vostro desiderio di mettervi un jeans e piacervi non è una cosa stupida. Se lo vorrete, io sarò qui per voi.
Perchè, oggi più che mai, il mio grande amore mi starà accanto, perchè il cancro non mi ha cambiata, non ha cambiato le mie priorità, perché io voglio ancora piacermi ed essere sicura di me.

Voglio ancora essere la Regina della Festa!

Un grande abbraccio a tutte voi

Caterina